Sinossi
Attraverso ricordi, riflessioni, domande senza risposta, l’autrice affronta con delicatezza i temi dell’abbandono e della maternità, delle proprie radici e della propria vera identità scoperta solo da adulta, ripercorre il rapporto con i genitori adottivi attraversato da luci e ombre e quello mancato con i genitori naturali rimasti sconosciuti. Il libro non è solo una testimonianza sull’adozione, ma un viaggio alla ricerca di senso: un “cambio di stagione interiore” per fare spazio a ciò che resta, a ciò che deve essere lasciato andare, e a ciò che ancora deve venire. Un percorso che oscilla tra ferite e gratitudine, rabbia e amore, con la scelta costante di riconciliarsi con la Vita e di continuare ad abitarla, giorno dopo giorno, nella sua complessità e bellezza. Siamo accompagnati in un vero e proprio viaggio intimo e coraggioso, fatto di parole scritte usate come appiglio per non smarrirsi, rivolte a un “tu” amorevole, silenzioso e paziente.
Ho riaccompagnato mamma al parcheggio, assicurandomi che fosse in grado di tornare a casa e poi sono salita in macchina anch’io per ritornare da dove ero partita poche ore prima, quando ancora credevo di sapere chi ero.
Autrice
Maria Enrica Ternengo nasce a Torino dove vive fino alla laurea in Lettere Moderne. Dopo un periodo di due anni a Mazara del Vallo, in Sicilia, torna in Piemonte dove attualmente vive e lavora come Counselor Psicosintetista e Costellatrice Familiare. È sposata, ha due figli adolescenti e una gatta in prestito. Ama il mare, il buon cibo e i fogli bianchi su cui scrivere: questo libro è il suo esordio letterario.









